Alessio Vidal | Photographer + Retoucher

Un assaggio di natura… e di waffle!

Il giro di oggi è stato pressoché ricognitivo, anche se tra una cosa e l’altra, a fine serata ho macinato oltre 70km in bici. Partito in tarda mattinata, causa la serata fuori con Ivan, ho perso due ore per trovare un bar, ed alla fine non ci son neppure riuscito. Frustrato, ho affogato il nervoso in un waffle con cioccolato e caramello (la mia seconda colazione) e mi son fatto un giro allo zoo. Non potendo girare in bici, ho dovuto scarpinare per almeno 5km con le sacche da bici al collo (che se sapevo, lasciavo direttamente a casa! Dentro avevo, oltre ai ricambi per la bici, viveri, due litri d’acqua, due libri-mattoni, la reflex e il mac!) ma alla fine tutti i miei sforzi sono stati ripagati nell’istante in cui ho visto un panda ciccione intento a sgranocchiare il bambù!
Dopo tre ore, son uscito e mi son rimesso in marcia, nella speranza di raggiungere le cascate di Mae Sa. Come al solito, mi sono perso: questa volta in una baraccopoli fatta di capanne di lamiere, dislocate attorno ad una voragine che probabilmente è una discarica a cielo aperto, visto il numero di bottiglie e immondizia che c’erano all’interno. Le facce disperate delle persone, l’assenza di sorrisi nei loro volti, mi ha messo in uno stato d’animo tale che non me la son sentita di fotografare le loro miserie. Ma è stato alle spalle di questa tristezza che ho visto, per la prima volta quest’anno, la vera Thailandia: coltivazioni a perdita d’occhio, fino a sfumare nella foschia all’orizzonte dove si stagliavano, in pieno controluce, le montagne ad ovest. Rinfrancato, ho proseguito il mio viaggio, ritrovando anche la via. Purtroppo però, la strada per raggiungere le cascate era chiusa, e fare la strada alternativa mi avrebbe portato via almeno due ore: essendo oramai quasi il tramonto, ho dovuto lasciar perdere. Ho pagato l’ingresso in una riserva naturale che si sviluppa attorno ad un enorme lago ed ho fatto un giro, ma non ho trovato nulla di particolarmente significativo.

Rientrando a casa, ho controllato in rete la posizione esatta del Catmosphere, il bar che cercavo questa mattina, capendo esattamente dov’era. Alle 20, ero davanti al locale: CHIUSO. Dopo aver tirato giù il cielo, son rientrato verso “le mie zone”. In un piccolissimo chiosco proprio accanto alla mia guesthouse, ho approfittato di una sedia libera per attaccar bottone con una turista coreana che cenava da sola; ho risolto così la serata, evitandomi la tristezza di cenare da solo e scambiando due parole con Jun (forse… o Jung, ma magari si scrive diversamente).

Completamente distrutto dalla giornata, son rientrato alla base prestissimo, e adesso che finalmente ho finito di raccontare la giornata, vuotando nel frattempo un barattolo di marmellata, mi concedo un po’ di riposo.

Nota: la marmellata di fragole è prodotta qui a Chiang Mai: ho trovato, sulla via del ritorno, un sacco di chioschi che vendono esclusivamente fragole (anche la mia amica di Ayutthaya mi aveva detto di andare a mangiare le “stlobeli” di Chiang Mai. Avete presente le confetture che mangiamo di solito in Italia? A confronto sono cacca.

About the Author:
Alessio is a commercial fashion photographer and retoucher based in London, UK. He loves good food and exotic travels and he adores when both things come together.


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