Alessio Vidal | Photographer + Retoucher

Autolesionismo e altre americanate

Giorni fa ho incontrato dei vecchi amici veneziani, e come ogni italiano che arriva a New York, mi hanno ricordato come mi sentivo nel mio primo periodo qui. Tutto è magnifico, tutto è grande e luccicante, ma quando si tratta di buona cucina, restiamo a bocca asciutta. Trovare un posto dove il mangiare sia buono e sano e’ impresa difficile, anche qui nella City, dove il concetto di healthy food è sicuramente più diffuso che non nelle periferie del Minnesota (o del Texas, per par condicio… fa lo stesso!) In verità i soliti piagnistei all’italiana sono piuttosto sterili qui, agli americani manca completamente la cultura del cibo che da noi è scontata. Mettiamoci una pietra sopra. Questo però è stato spunto per un pensiero più complesso: perché sussiste in noi questa sorta di autolesionismo, a cui io stesso non mi sottraggo, alle volte? Ci sono decine di migliaia di ristoranti, bar, chioschi e supermercati nella sola Manhattan, ma di tanto in tanto finiamo per mangiare le porcate nei fast food. Magari solo le patatine fritte. Allo stato attuale delle cose, sappiamo benissimo che fanno male, e non parlo soltanto nel lungo periodo (cancri e madonne), perché ogni volta che mangio del junk food, il mio […]

Esercito metropolitano

Il venerdì mattina lo si riconosce sempre. Benché fuori ci sia il sole, sopra la testa delle persone aleggiano grigi nuvoloni. Inutile esultare, “Thanks God is Friday” non significa nulla sotto terra. L’orda di zombie della metropolitana avanza compatta, lenta ed inesorabile. I treni sono stipati all’inverosimile e nessuno ha voglia di parlare. Ci si scambia occhiate fugaci, ma durano meno di un battito di ciglia, per evitare di risultare maleducati. Provo a leggere dal Kindle, ma c’è davvero così tanta gente che fatico a tenere un braccio sollevato. Quando andavo al lavoro, in Italia, il venerdì sentivo sempre quell’aria frizzantina, preludio di un giorno in discesa, il calmo ritirarsi del mare prima dello tsunami del sabato sera. Qui è diverso. A New York la gente non lavora perché deve mangiare e pagare le bollette, spesso mangia per avere le forze di lavorare ancora un po’. Pazzi stakanovisti. Ricordo il mio primo mese qui, scandito da ritmi blandi e oziosi pomeriggi passati in divano. A distanza di poco tempo, scopro un nuovo Ale, incapace di restare fermo per piu di poche ore. Poi arriva il fine settimana, e capisci che dormire qualche ora in piu si rivela dannoso per i nuovi bioritmi. […]
Mag 21

I new yorkers

Personaggi strani, quelli di New York. Ti fanno sentire a casa. Accettato. Apprezzato. Capito. O semplicemente, sono abituati ogni giorno a vedere fenomeni da baraccone, e non si scompongono più di tanto. Qualcuno mi ha detto che i newyorkesi passano buona parte della loro vita sotto terra, ed ogni giorno che passa me ne convinco sempre più. La metropolitana, the subway, è semplicemente il modo più economico e (quasi sempre) più veloce per spostarsi tra Brooklyn e Manhattan. Facendo un paio di calcoli, anche io passo un paio d’ore al giorno all’interno di treni stipati di persone che, sonnolente, ogni mattina vanno al lavoro ed ogni sera, traumatizzate, se ne tornano a casa. Capita così che questa mattina, troppo stanco anche solo per leggere dal Kindle, guardandomi attorno scopro la variegata fauna del sottosuolo. Ci sono talmente tante persone eterogenee e mal assortite, all’interno del vagone, che mi prendo addirittura la briga di scrivere una nota, per tenere vivo il ricordo di quella giungla umana. Saliamo in treno e subito, il vecchietto cinese col carretto della spesa, spinge e sgomita, facendosi largo alla ricerca di un posto. E’ piccolo ed ha un’aria bonaria, nei suoi jeans fuori moda e la sua camicia a scacchi, ma non […]

I sapori di casa nella grande mela

Ormai son qui da quasi un mese: mi sto ambientando. Trovo sempre traumatico arrivare in centro, il mondo cambia, tutto è più veloce, più frenetico, più soffocante. Il rapporto tra bianchi e neri, talvolta, pende a favore dei primi, cosa non così scontata quando si gira per Brooklyn, neppure nella zona hipster e nei parchi. Continuano le situazioni al limito del comico o del paradossale, dovrei viaggiare con un taccuino ed annotarle. Una metropolitana bloccata perché una tipa di colore ha un piede incastrato tra le porte resta la mia preferita. E lo sguardo, assolutamente senza prezzo, del macchinista, che guardando la donna scuote la testa in un misto di disappunto, disprezzo e rassegnazione. Tutti la guardano, tutti pensano la stessa cosa: – “Che testa di cazzo!”   Dopo settimane passate nello sconforto dei formaggi insapore, trovo finalmente un posto in cui si riesce a mangiare dell’ottimo formaggio senza dover vendere un rene per permetterselo. Così anche i sughi acquistano un po’ del perduto italico sapore. Linguine brie e noci, farfalle melanzane e gorgonzola, orecchiette pomodoro e mozzarella: sarà da provinciali, ma la cucina, per un italiano abituato bene, è una cosa sacra. Non mi manca davvero nulla per vivere al top in questa città. Fatta […]

Turisti part-time

Vivo a New York da una decina di giorni, ed ho già tre lavori per le mani. Un giorno nel mio settore è pagato tre volte tanto, e non è sempre vero che la vita costa di più: vivendo a Venezia, pago già lo scotto di dover pagare tutto il doppio. Ho iniziato a fare richiesta di internship o di assunzione a lungo termine, purtroppo lo scoglio più grande per stabilirmi qui è il visto lavorativo; fare il freelance è un’utopia che per ora non posso permettermi, non essendo americano; farlo sarebbe la miglior opportunità di crescita, ed anche di guadagno. Da noi, se non hai un “posto fisso”, ti guardano in un commisto di pena e disappunto. Sorvoliamo… Vivo da turista part-time, alle volte parto in esplorazione del vicinato a bordo del mio bolide a due ruote, in altre occasioni mi affido alla più veloce subway. Brooklyn è calma e calda, viaggia ad un ritmo più lento della City, ma tutto è più godibile. Le cose hanno un aspetto più autentico, le strade sono più sporche, le metro sono più vuote. Manhattan è enorme, caotica ma ordinata. Non riesco ad orientarmi guardando il sole, come fanno in molti, uso maps e, molto più, la […]

Vita a New York

Quando scrivevo ogni giorno, sognavo di poterlo fare in un luogo caldo, seduto a terra e sentendo con i piedi nudi le irregolarità del parquet. Accompagnato dal silenzio del mattino, rinfrancato dal canto degli uccellini e avvolto nella luce di ampie finestre grandi quanto la parete stessa. Oggi vivo a Brooklyn, e devo dire che son andato molto vicino a quei sogni, fatta eccezione forse per gli uccellini, che vedo sovente volare in cielo ma che non riesco a udire. In strada le macchine sono poche, ho capito che basta vivere fuori dalla city (Manhattan) e lontano dalle arterie principali, per riscoprire una pace che nemmeno Venezia ti sa dare. Brooklyn tace fino a metà mattina, gli stessi coffee shop aprono tutti verso le 10, permettendo uno stile di vita che privilegia le nottate fuori a far bisboccia e le lunghe dormite sotto il piumone, meglio se con la giusta compagnia. “Oh raga, non mangiate quel cioccolatino in frigo, ci sono funghetti dentro” è più o meno come mi ha salutato ieri il mio housemate. Queste cose mi fanno spanciare. Non fumo ed evito le droghe in generale, ma va detto che qui la soglia di tolleranza, per la marijuana in particolare, è […]